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Strumenti operativi per la prima mappatura dei rischi professionali nel settore artigiano PDF Stampa E-mail
sabato 15 maggio 2010

A RICHIESTA riproponiamo il software gratuito

Su gentile concessione dell’EPM CEMOC – Clinica del lavoro di Milano, e del gruppo A.P.E. (Artigianato – Pesca – Edilzia) ad esso afferente, si rende disponibile (scaricabile gratuitamente) il modello di raccolta, da loro predisposto, delle informazioni per la pre-mappatura dei rischi/pericoli presenti nelle aziende artigiane, facilmente utilizzabile perché già previsto su supporto informatico (Excel).

Una delle linee di attività più recenti che la World Health Organization sta attivando in relazione alla prevenzione delle patologie lavoro correlate è quella di realizzare strumenti di lavoro (toolkit) per l’identificazione rapida e complessiva della presenza di possibili induttori di rischio facilmente utilizzabili da una serie di eventuali fruitori, tra i quali: operatori della prevenzione, specialisti in medicina del lavoro, lavoratori e loro rappresentanti sindacali, imprenditori e operatori dei servizi di vigilanza.

Questo obiettivo riprende peraltro, come possibile spunto di riferimento per quanto concerne i rischi correlati al sovraccarico biomeccanico, quanto contenuto nella serie degli standard ISO 11228 e nel relativo Application Document in preparazione in particolare per quanto riguarda criteri di Quick Assessment (green/red conditions).

Durante il recente congresso IEA di Pechino (agosto 2009) è stato ufficialmente istituito un gruppo di lavoro internazionale della IEA (in collaborazione con WHO) per la messa a punto da un lato di un modello "olistico" di interpretazione delle complesse interazioni tra fattori di diversa natura nel determinismo delle patologie WMSDs e dall’altro lato per lo sviluppo di procedure pratiche (proposte di strumenti valutativi e di intervento semplici) per lo studio, la prevenzione e la gestione dei disturbi muscolo scheletrici connessi al lavoro.

Questo gruppo di lavoro, i cui coordinatori sono E. Occhipinti e D. C. Caple, articolerà un progetto internazionale dal titolo "TOOLKIT FOR MSD PREVENTION", rivolto in particolare a settori finora trascurati (es. agricoltura, pesca, artigianato, piccola edilizia, ecc.) ma comunque largamente rappresentati specie nei paesi in via di sviluppo, al fine di offrire tra gli altri strumenti semplici ma validati (toolkits) adeguati allo scopo, definendo peraltro i potenziali utilizzatori (non necessariamente esperti di ergonomia), vantaggi e limiti della loro operatività, criteri e strumenti di supporto (softwares), contenuti e tempi della formazione necessaria per il loro utilizzo. Il presente contributo che d'altra parte nasce da esperienze precedenti l’attivazione del citato gruppo di lavoro internazionale, tuttavia si inserisce pienamente nel suo spirito e nei suoi obbiettivi e rappresenta una prima proposta alla richiesta formulata da WHO alla IEA per la prevenzione dei WMSDs.

Scopo del lavoro è quello di offrire, in linea anche con il mandato del WHO IEA e con lo standard ISO 11228, una metodologia semplice che consenta, principalmente, ma non esclusivamente, ai datori di lavoro la redazione della prima mappatura dei disagi/pericoli (ovvero l’identificazione delle sorgenti di rischio presenti nel ciclo lavorativo) esistenti nell’impresa artigiana. Questo strumento non si propone come sostitutivo del processo di valutazione dei rischi, ma di ausilio allo stesso con il fine di individuare le situazioni di pericolo presenti nell’azienda per le quali occorra mettere in atto un processo valutativo più approfondito. Attraverso questo strumento potranno essere inoltre più facilmente individuate (ad opera di datore di lavoro e/o RSPP) quelle situazioni per le quali possa rendersi necessario il coinvolgimento in fase valutativa anche di un medico competente.

La modalità operativa è suddivisa in tre livelli di intervento:

1. nel primo livello si effettua una identificazione rapida e complessiva di possibili induttori di rischio attraverso l’utilizzo di specifiche key enters. La caratteristica di questo primo livello deve essere quella di assicurare a tutti i fruitori (con qualsiasi livello di competenza e di scolarizzazione) una lettura del posto di lavoro globale e al contempo semplice. Questo primo livello viene suddiviso in differenti item per ciascuna delle principali tipologie di rischio: movimentazione dei carichi, movimenti ripetitivi degli arti superiori, posture, rumore, microclima, agenti chimici, organizzazione del lavoro, ecc. Si precisa che il modello è ancora in fase di sperimentazione ed è pertanto implementabile in funzione delle verifiche effettuate negli ambienti di lavoro.

2. Nel secondo livello di intervento si procede all’identificazione rapida della assenza di rischio (indicato, con il tradizionale sistema a semaforo, con il codice verde) o di condizioni critiche (rischio elevato, codice rosso) attraverso l’utilizzo di quick evaluation. In entrambi i casi il processo di valutazione dei rischi potrebbe anche interrompersi a questo livello perché non risulta essere presente alcun rischio lavorativo o perché, al contrario, il rischio è talmente evidente da richiedere subito un intervento di bonifica senza ulteriori approfondimenti valutativi.

3. Se dopo la quick evaluation la postazione non risulta né a rischio assente né in condizioni evidentemente critiche (cioè ci si trova in situazioni di codice giallo), si procede con la valutazione analitica del rischio attraverso l’uso dei modelli di analisi (in genere di primo livello – "simple risk estimation") proposti dagli standard.

La metodologia si concretizza in un modello di raccolta delle informazioni, facilmente utilizzabile perché già previsto su supporto informatico (Excel), disponibile gratuitamente sui siti www.epmresearch.org e www.snop.it. Il modello consente di ottenere una prima visione generale su tutti i principali descrittori di rischio che possono presentarsi nel lavoro artigianale e di dare una risposta concreta ai criteri base dell’ergonomia che propongono la lettura globale degli elementi di disagio del lavoratore, siano essi derivanti dal posto che dall’ambiente di lavoro.

Lo sviluppo del secondo livello di intervento (Quick Evaluation) nel modello proposto è già a regime per quanto attiene il sovraccarico biomeccanico da movimenti ripetitivi e da movimentazione manuale di carichi, mentre per quanto concerne i rischi fisici e quelli chimici è in fase di revisione e di approfondimento la parte che, superato il livello delle key enters, consente un’analisi più dettagliata delle situazioni di pericolo al fine di definire la necessità di una completa procedura valutativa. I risultati (ottenuti automaticamente dal software e facilmente leggibili attraverso istogrammi automaticamente generati dal software) aiuteranno non solo nell’individuazione dei problemi ma anche nell’offrire una scala di priorità per i successivi adempimenti valutativi.

I 2 livelli di ingresso, le key-enters, e le quick evaluation (CODICI ROSSI E CODICI VERDI) rappresentano il modello di percorso di primo approccio all’analisi del rischio correlato al sovraccarico biomeccanico allineato a quello proposto nei più recenti standard ISO attualmente in fase di stesura (rimarcando che questo tipo di approccio potrebbe essere facilmente estensibile anche agli altri rischi lavorativi, come ad es. quelli chimici, fisici, organizzativi, ecc.): - Draft CD ISO 12259-2009: Application document guides for the potential users of the ISO 11228-1, 2, 3;- Standards and ISO 11226 on Working Postures.

In questi preliminari documenti di linee guida applicative degli standard ISO di biomeccanica si propongono pertanto alcune chiavi di lettura prevalutativa che anticipano l’ingresso nello standard. Quando non siano soddisfatti tutti gli scenari indicati nei codici verdi, occorrerà procedere alla valutazione del rischio con i metodi indicati nello specifico standard. Una preliminare sperimentazione di questo modello è stata effettuata ad opera del gruppo afferente all’EPM CEMOC – Clinica del Lavoro di Milano in diversi settori artigianali (pastai, produzione fisarmoniche, ceramiche artistiche, bottai, parrucchieri, baristi, vetrai, etc.).

 
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